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Dopo aver letto il Libro Il Filtro, quello che internet ci nasconde ho scritto un articolo su MediaDuemila. Tanti gli spunti interessanti che ho tratto dalla lettura del libro di Eli Pariser.

15 anni fa utilizzando i motori di ricerca, la sensazione primaria era la scoperta, un mare di informazioni a disposizione di tutti (o quasi) per scoprire quello che non sapevamo in modo veloce e con la possibilità di andare nel dettaglio della ricerca, scoprendo nei meandri della rete viste e dettagli differenti sullo stesso argomento.

John Battelle definisce Google il motore che per molti aspetti ha come obiettivi principali quello di trasformare la ricerca da intenzioni ad azioni.

 

Google traccia grazie al suo algoritmo i click che facciamo su i diversi risultati del motore di ricerca e da li filtra e indirizza, almeno in parte, i risultati delle ricerche (non solo attraverso il tracciamento dei click sui link).Passando a Facebook, Zuckerberg controlla un mezzo altrettanto potente perché su il più importante dei Social Network esprime noi stessi molto più limpidamente che sul motore di ricerca, tenendo traccia in particolare di quello che condividiamo e sulle persone con cui interagiamo. La buona notizia è che entrambe le persone che ci rappresentano attraverso le nostre interazioni con Google e con Facebook sono inadeguati (per fortuna) a descriverci completamente.

 

Le modifiche agli algoritmi di Google stanno cambiando decisamente i risultati di ricerca – anche a nostra insaputa – di certo l’evoluzione, questa si trasparente, di dare molta rilevanza ai contenuti freschi e recenti e quindi alle news sta di fatto però un po’ discostandosi da quello che realmente ci aspettiamo dalle ricerche, talvolta dando precedenza in modo indifferenziato a degli articoli recenti rispetto a dei contenuti più pertinenti rispetto alla nostra ricerca.
Stiamo alla finestra e aspettiamo l’evoluzione delle novità in campo semantico che Google da tempo comunica e mette in atto in uno dei mezzi più utilizzati al mondo nella ricerca di informazione.
Buona Lettura!

Autore:
Cristina Raso  Twitter Account gplus-1