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Google+Google ha inaugurato il suo social network Google+ circa sei mesi fa.

In un primo momento la reazione generale è stata di interesse moderato, e i dubbi tanti: sembrava come Facebook, con la sola aggiunta dei mille colori di Google. Il bottone +1, corrispettivo del “mi piace”, pareva aggiunto in calce alla maggior parte di articoli di giornali e magazine on line quasi come un vezzo, un apostrofo colorato tra il punto finale e “il pollice su” di Facebook, sul quale tutti avrebbero continuato a cliccare in modo esclusivo per condividere.

Qual è il bilancio, oggi, di Google +?

Piuttosto sbalorditivo, almeno su scala internazionale: 90 milioni di utenti in molto, molto meno tempo di Facebook. Solo questo dato dovrebbe spingere anche i più recalcitranti a dare un’occhiata alle discussioni che avvengono nelle “cerchie” di Google+: un pubblico certamente più specializzato e “geeky”, almeno per il momento, ma che proprio per questo motivo discute in modo approfondito di prodotti, tecnologia e attualità.

E poi ci sono le neonate pagine per le aziende Google+, come le fan pages di Facebook, ma che consentono un “avvicinamento” al proprio target di riferimento di qualità: si può interagire con cerchie di interesse in modo diretto e organizzare i segmenti del proprio pubblico.

È stato misurato che il modo crescente con cui l’algoritmo di Google ha considerato in questo periodo l’effettivo interesse di utenti loggati a Google sta diventando fattore determinante per la visibilità su Google, ma soprattutto sta trasformando quest’ultimo in un search network, un motore di ricerca sempre più personalizzato e orientato a offrire risultati relativi alla storia di condivisione di contenuti on line dei suoi utenti.

(Link diretto al video)

Autore:
Teresa Turano