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Le reti sociali sul web consentono di essere offline quando vogliamo – push the button – apparentemente senza impegni, relazioni, doveri. Tutto resta al di fuori dello schermo; per i digital natives o/e i loro successori sarà forse complicato  capire, la differenza tra un amico vero e un amico solo “social“?

Ad oggi per esempio Facebook conta 1 miliardo di utenti al mondo – con una valore stimato di 50 miliardi di dollari.

La ricerca di condivisione contro la solitudine, la ricerca di quel qualcosa a cui appartenere; il social media verso le comunità.

Come riuscire a mantenere la nostra unicità ed essere riconosciuti in qualche modo dagli altri, senza perdere la nostra libertà?

Il famoso sociologo Zygmunt Bauman  in uno dei suoi speech dell’anno 2011 ha espresso alcuni concetti che devono far riflettere: “i social media, e in particolare Facebook,  possiamo identificarli con uno slogan, usato per il lancio del walkman anni e anni fa – la promessa di non essere mai soli. “

I social media ci rendono più liberi e poco impegnati verso gli altri “naviganti”, a differenza delle comunità vere e proprie, quelle “reali”, che ci fanno appartenere a un gruppo, in modo spesso irrazionale.

Autore:
Cristina Raso  Twitter Account